Sin da piccoli i nostri genitori ci insegnano ad essere buoni e disponibili, quando cresciamo però ci rendiamo conto da soli che per sopravvivere è necessario tirare fuori gli artigli. Essere sempre pronti ad aiutare gli altri è una gran cosa, e guai a dire il contrario; è vero anche che la bontà non deve sfociare in ingenuità. Come bilanciare il tutto allora?
Il primo passo è quello di ripeterci fino alla nausea una domandina semplice semplice: “cosa voglio veramente io?”. So che detta così sembra una cosa da egoista con la “e” maiuscola, ma il punto è proprio questo: se non ci occupiamo noi dei nostri desideri difficilmente li esaudirà qualcun’altro.
A chi non è capitato di avere a che fare con un collega, per esempio, che ci implora di fare il suo lavoro o di coprire il suo turno perchè ha altro di più importante ed urgente a cui pensare? Indipendentemente dalla sincerità delle scuse del collega, noi dinnanzi a queste richieste dovremo chiederci: “voglio davvero prendermi carico del suo lavoro? Lo posso e lo voglio fare?“.
Se la risposta è si, bene; ma se la risposta è no tranquilli, non fatevi assalire dai sensi di colpa. Dire di no è un vostro diritto.
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